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Sito Ufficiale di Patrizia Barrera, la sua musica blues,le canzoni in regalo, il blog Magic Old America e molto altro per gli amanti della buona musica.

Ogni settimana puoi scaricare GRATIS una cover interpretata da Patrizia Barrera per tuo divertimento e uso personale.

Questa settimana in regalo per voi la  cover SWEET ABOUT ME di Gabriella Cilmi!

 

Sorgente: Free music

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Fenesta Vascia, una struggente dichiarazione d’amore.

Fenesta vascia Pur amando visceralmente e sinceramente la mia terra non avrei mai pensato di interpretare e pubblicare, un giorno, un album di Napoletano Classico. Un po’ perchè non mi sono mai sentita all’altezza; ma molto per cultura. Nella mia famiglia l’atteggiamento era conflittuale e si prestava spesso a imbarazzanti litigi; mia madre rifiutava nettamente Napoli, essendo cresciuta più al nord e provenendo da una schiatta di nobili Spagnoli. Mio padre invece era legatissimo alla cultura Napoletana, che conosceva alla perfezione dilettandosi anche a scrivere poesie in vernacolo. Tra i due lo scontro era impari e vinceva sempre mia madre, che aveva anche proibito a noi bambine di trastullarci col dialetto e di apprezzarne l’intrinseco valore. Così sono cresciuta a ” pane e Italiano “, e da adolescente ero ancora convinta che per parlare Napoletano bastasse togliere l’ultima vocale dalle parole. Tutto il poco che ho imparato su Napoli lo devo a mio padre, che mi portava di nascosto a visitare chiese e monumenti, mi regalava libri sulle tradizioni antiche e mi faceva ascoltare, in stile congiurato, le poesie che scriveva. Ricordo che un giorno trovai sul mio letto un raro vocabolario di Italiano- Napoletano, pieno zeppo di proverbi leggende e ricette culinarie, e alla mia mente si affacciò un mondo insospettato di bellezza filosofia e trivialità che mi rimase legato addosso e che non mi ha mai abbandonato. Pur avendo fatto scelte musicali diverse Napoli è rimasta sempre nel mio cuore, forse aspettando il momento giusto per venire fuori. Con questo disco, che è un atto di omaggio alla mia terra, mi avvicino a lei con la reverenza di una suddita devota e l’occhio stupito di una straniera, una creatura ibrida a cui manda la sapienza della lingua ma che conserva immacolato l’amore per la sua tradizione.
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La voce del Blues: un’allegra icona.

la voce del blues

Quando ho composto il mio primo album, GIOCHI DI BLUES, la mia intenzione era quella di farmi conoscere.
La mia avventura con le etichette discografiche era già naufragata e devo dire che stavo scivolando in una profonda depressione. Per le case discografiche non ero un’artista appetibile: mi si accusava di non avere una personalità artistica definita, di non godere di un timbro di voce riconoscibile e in aggiunta di fare un genere di nicchia che in Italia non è molto seguito: il blues.
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Big Spender: spenniamo il pollo!

big spender

Scritta nel 1965 da Cy Coleman e Doroty Fields, Big Spender era solo una delle canzoni che facevano parte del Musical ” Sweet Charity” ,uno dei tanti del periodo d’oro di Broadway. Eppure il brano, portato al successo da Peggy Lee, si animò immediatamente di vita propria divenendo una delle canzoni più cantate ( e ricordate) dall’America degli anni ’60. Seducente e al contempo frizzante Big Spender piacque agli uomini per la sua natura sensuale e provocatoria ma anche alle donne, che scoprirono sotto le spoglie di una donna perduta un cuore tenero alla ricerca dell’amore.
Il musical fu uno dei rari casi in cui l’America si rifà ad un modello Italiano e precisamente ad un film di Fellini del 1957,
” Le notti di Cabiria “. La trama e il senso sono molto simili anche se, chiaramente, il musical si apre a momenti di allegria e di danza : si tratta della storia di una ballerina di night ( mentre nel film di Fellini è una prostituta) che malgrado le pessime esperienze che vive con gli uomini continua a credere all’amore e alla bellezza della vita. Big Spender riassume quindi in musica l’atteggiamento tipico della entreneuse, che ammalia e corteggia il maschio
allo scopo di fargli spendere quanti più soldi possibile.
Il testo è molto chiaro:

The minute you walked in the joint
I could see you were a man of distinction, a real big spender
Good looking, so refined
Say, wouldn’t you like to know what’s going on in my mind?
So let me get right to the point
I don’t pop my cork for every man I see
Hey big spender!
Spend a little time with me
Wouldn’t you like to have fun, fun, fun?
How’s about a few laughs, laughs?
I could show you a good time
Let me show you a good time

The minute you walked in the joint
I could see you were a man of distinction, a real big spender
Good looking, so refined
Say, wouldn’t you like to know what’s going on in my mind?
So let me get right to the point
I don’t pop my cork for every man I see
Hey big spender!
Hey big spender!
Hey big spender!
Spend a little time with me
Yes

SPENDACCIONE

nel momento in cui sei entrato nel locale,
ho notato come fossi un uomo distinto,
un vero Spendaccione,
piacente, cosi’ raffinato.
Di’, non vorresti sapere che succede nella mia mente?

Allora fammi arrivare subito al punto,
non stappo la mia bottiglia per ogni uomo che vedo.
hey! Spendaccione,
spendi con me un po’ del tuo tempo.

ti vuoi divertire? divertire? divertire?
che ne dici di qualche risata? risate? risate?
posso mostrarti come ci si diverte,
lascia che ti mostri come ci si diverte.

Ehi, spendaccione!
Passa un po’ di tempo con me!

Nel musical diretto da Bob Fosse la canzone era affidata al gruppo di ballerine ed era decisamente un jazz caldo di sicuro effetto dal tempo tipico dello strip tease. Ma il brano divenne celebre grazie all’interpretazione di Brenda Lee, già cara al grande pubblico per brani come ” Why don’you do it right? ” e ” Fever “. La sua versione è uno swing di facile ascolto che balzò in cima alle classifiche non solo Americane ma soprattutto Inglesi nel 1966. Il brano è gradevole ma perde parecchio della sua sensualità, in perfetto stile con la cantante acqua e sapone che piaceva a mamme e bambini.
Il brano riprende il suo smalto con Shirley Bassey l’anno dopo, con una interpretazione ” ruggente ” molto in linea con la tematica del musical.
Nel 1969 ci fu anche un riadattamento per il grande schermo con Shirley MacLaine nel ruolo di Charity e John McMartin nel ruolo del fidanzato- magnaccia Oscar, ma non passò alla storia.

Nella mia versione mi rifaccio a quella della Bassey ma abbandonando un po’ lo schema ritmico sincopato originale e ammorbidendone lo spessore. La mia intenzione era quella di esprimere l’atteggiamento studiato della ammaliatrice che, tra una carezza e l’altra, non perde di vista il principale obiettivo: spennare il pollo. Il risultato è un brano che mostra chiaramente l’indole ” da sirena tirannica ” del personaggio.

Ecco la celebre canzone nel musical SWEET CHARITY del 1966. Strepitosa!

E questa è la mia interpretazione.

Big Spender è uno dei brani che trovate IN ESCLUSIVA solo sul mio sito. E’ la novità di quest’anno: una serie di canzoni ( cover o inedite) create appositamente per chi mi segue e che quindi NON TROVATE IN COMMERCIO. Scaricate, condividete e divertitevi!

NON TI AMO PIU’ : quando l’amore è stanco.

Non ti amo più  Giochi di Blues album

Due semplici accordi e un ritmo sostenuto, a metà tra un blues con approccio moderno e una spruzzata ( giusto UNA!) di hip hop. Questo il senso del brano che vado a presentarvi oggi e che potete trovare nel mio primissimo album di inedite, GIOCHI DI BLUES. Una canzone nata nell’ambito di una relazione stanca; non posso dirvi se si tratta di una situazione autobiografica o meno ma credo che il testo rifletta una situazione abbastanza frequente e di cui si parla molto.
Recuperare un rapporto finito o agli sgoccioli? Ma l’amore è davvero morto?
Il testo suggerisce una storia.

Non ti amo più, lo sai.
Non le tollero più le stronzate che fai.
Un arrivederci..no! un addio,
non basterà.
Sonio IO che vado torno mollo…
rimango qua.
Nei miei pensieri sono già via,
stupida follia
di chi non ce la fa.

Sembrava ieri..
e invece NO.
Ma quanti anni?
Oh, non lo so.
Mi hai lacerata vinta e poi anche umiliata.
Ti lascio fare- stupida! Te lo sei cercata!
Se torno ancora quelle catene
me le metti tu.
No no no!

Ti sento mio..
Ti voglio anch’io..
Ma son malata, povera
ASSATANATA!
Mi dico ” Vai vai vai VAI ! ”

Una notte sola, una notte ancora..
Se mi chiedi ” Resta ” io ti dico ” Basta! ”
Sono stanca stanca stanca e poi..
NON TI AMO PIU!

Patrizia Barrera copyright 2012 All right Reserved.

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Date Sep 10, 2012 7:47 PM UTC

Il tormento di una donna che non riesce ad andarsene, forse per paura di ricominciare o forse perchè nel suo cuore il sentimento per un uomo che comunque ” l’ha lacerata e umiliata ” c’e’ ancora. Prova di debolezza o di viltà?
Scopritelo ascoltando l’intera canzone sul mio sito.
L’ascolto completo , per questo come per TUTTI i miei brani, è gratuito!
Non mi resta quindi che augurarvi un buon ascolto e…PASSAPAROLA!

Questa canzone non è più in omaggio ma ATTENZIONE! Iscrivendoti GRATIS e senza abbonamento o seccature al mio sito potrai avere in FREE DOWNLOAD una delle mie cover o inedite OGNI SETTIMANA!

Summertime: una ninna nanna Evergreen.

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Famosissima,straconosciuta e una delle canzoni piu’ interpretate al mondo con le sue 2.500 incisioni ( e piu’),Summertime nasce da una profonda ricerca storica ed emotiva di due grandi autori del passato. Partorita dalla fervida immaginazione dello scrittore DuBose Heyward nel 1926,attrasse subito l’attenzione del mitico George Gershwin,da sempre appassionato di romanzi storici. Il romanzo narra di una lacrimosissima storia di una certa Bess che, in una delle tante comunita’ nere della South Carolina agli inizi del secolo era la donna di un boss del luogo,tale Crown,il quale finisce dentro per omicidio.
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STRANGERS IN THE NIGHT: la vera storia.

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Che il MITICO Frank Sinatra avesse un po’ di ” puzzetta ” sotto il naso e’ ormai risaputo e sotto alcuni versi comprensibilissimo. Il Maestro si era fatto tutto da solo, lavorando come un matto e adattandosi ai lavori piu’ umili per poter studiare da attore e dare una svolta decisiva alla sua vita. Quindi, che guardasse con occhio critico alle parti che gli venivano assegnate nei films e all’identita’ delle canzoni che doveva incidere non e’ atto di presunzione.
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