Baby Grand: amore e passione..per un pianoforte.

Baby Grand Song history
Le canzoni d’amore, si sa, nascono per enfatizzare e consacrare l’oggetto dei nostri desideri, sia esso reale o virtuale. Per una persona normale l’Amore con la A maiuscola è in genere incarnato in un essere umano, di cui si celebrano con ampi tratti lirici la bellezza della persona, la dolcezza del carattere, insomma la meravigliosità dell’Essere.. Ma per un Artista, abituato a vivere in un mondo parallelo e quasi trascendente, i poli d’attrazione possono risultare molto diversi , concendendo un’anima anche ad oggetti di uso comune che tuttavia rivestono un ruolo fondamentale nella propria vita. E’ questo il caso di una delle canzoni blues/jazz più dolci e malinconiche degli ultimi 50 anni nata dall’estro di Billy Joel ma consacrata da un famoso duetto con Ray Charles che passò alla storia.

Il brano è del 1986 ma le sue suggestioni amare e nostalgiche , tali da scavare nell’animo dell’ascoltatore, ne fanno un brano senza tempo ; è sicuramente una canzone d’amore eppure si tratta di un brano sui generis, in quanto non si rivolge ad una creatura in carne ed ossa bensì..ad un pianoforte. Ma non solo.
Scavando in profondità ci si accorge che l’amore di cui si parla è a doppio nodo: da un lato c’è quello per il proprio strumento, compagno di notti solitarie e struggenti; dall’altro c’è l’amore del compositore ( Billy Joel) per l’idolo della sua infanzia ( Ray Charles) vera ” Musa ispiratrice ” di questa canzone.

Billy Joel

Ecco una bella immagine di Billy JOel nel 1986, anno in cui creò la canzone Baby Grand

Che Joel fosse ” innamorato ” della creatività del ” Genius” non era un segreto per nessuno; cresciuto a pane e Ray Charles tutta la sua produzione musicale era improntata ad una ricerca di suoni ed assonanze che in parte ” ricordassero ” e ” si accordassero” alla musica del Maestro. Il suo più grande sogno era di lavorare almeno una volta con Ray, come ci teneva a sottolineare in tutte le sue interviste. La sua ammirazione crebbe a tal punto che quando gli nacque una figlia dal matrimonio con la top model Christie Brinkley la chiamò Alexa Ray, strombazzando pubblicamente il perchè di questa scelta. Il Maestro si commosse e a sua volta annunciò in pompa magna che accettava di incidere un brano con lui.
A detta di Joel Baby Grand nacque quindi in un impeto selvaggio di riconoscenza e appagamento, e in una sola notte, sulla scia della più famosa “Georgia on my mind” di Charles a espressione di un animo sulla stessa luinghezza d’onda del proprio idolo.
In realtà i maligni sussurrarono che il brano nacque ben pensato e a tavolino,e che le evidenti similitudini tra le due melodie erano un espediente tecnico di Joel per godere di una fama riflessa e attrarre a se’ il pubblico, sicuramente folto, estimatore del Maestro.

Billy Joel e Ray Charles, 1986

Ecco la coppia Charles/Joel nel famoso Larabie Studios dove incisero Baby Grand. Si conobbero, incisero il disco e non si videro mai più. La loro ” storia d’amore ” durò meno di 48 ore.

Comunque sia la canzone è magica. Malgrado i gorgheggi di Joel e il netto contrasto con la voce piena e sofferta di Charles il brano riscosse un grande successo di critica e di pubblico, a cui piacque scoprire che anche l’amore per un pianoforte può essere eccitante quanto quello per una donna.
Il video mostra una coppia di Artisti decisamente in sintonia e a proprio agio; tuttavia il primo incontro tra i due fu decisamente imbarazzante. ” Sudavo freddo e non avevo il coraggio di guardarlo negli occhi “- racconterà Joel. Dopo aver tanto desiderato quel momento il confronto con Charles lo terrorizza e teme di non essere all’altezza di affrontare un duetto con lui. Quando Ray ,che era cieco, gli toccherà il volto come era uso fare quando conosceva una persona per la prima volta ,Joel sta per svenire. Comprendendo la difficoltà dell’amico Charles chiede allora che il brano venga registrato con due pianoforti, uno per ciascuno, e non in un’esecuzione a quattro mani come era previsto. Sarà la salvezza: rifugiandosi nel proprio Baby Grand Joel supererà la paura e seguirà a ruota l’esecuzione del Maestro in un duetto talmente puro e genuino che venne registrato un’unica volta e inserito direttamente nel quarto album di Joel, THE BRIDGE.
Ecco il testo:

BABY GRAND

Late at night
When it’s dark and cold
I reach out
For someone to hold
When I’m blue
When I’m lonely
She comes through
She’s the only one who can
My baby grand
Is all I need

Patrizia Barrera

Ascolta la mia musica!
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In my time
In my time
I’ve wandered everywhere
Around this world
She would always be there
Any day
Any hour
All it takes
Is the power in my hands
This baby grand’s
Been good to me

I’ve had friends
But they have slipped away
I’ve had fame
But it doesn’t stay
I’ve made fortunes
Spent them fast enough
As for woman
They don’t last with just one man
But baby grand
Will stand by me

They say that no one’s gonna play this on the radio
They said the melancholy blues were dead and gone
But only songs like these
Played in minor keys
Keep those memories holding on

I’ve come far
From the life I’ve strayed in
I’ve got scars
From those dives I’ve played in
Now I’m home
And I’m weary
In my bones
Every dreary one night stand
But baby grand
Came home with me

Ever since this gig began
My baby grand’s
Been good to me

Baby Grand piano
Vuoi conoscere la storia del piano Baby Grand? Clicca qui!

BABY GRAND

A tarda notte quando è buio e freddo
e ho bisogno di stringere qualcuno
perchè mi sento triste e solo
Lei arriva

Lei è l’unica che può farlo
la mia Baby Grand è tutto ciò di cui ho bisogno

Nella mia vita ho viaggiato per tutto il mondo
ma lei è sempre lì
ogni giorno, ogni ora
ed è tutto quello di cui ho bisogno

È il potere nelle mie mani
La mia Baby Grand è l’unica cosa buona che ho.

Ho avuto degli amici, oh, ma poi mi hanno abbandonato
E ho avuto anche successo,,, ma è una cosa che passa.
Ho fatto fortuna e ho speso tutto il mio danaro
con donne che non si accontentano di un uomo solo
Ma la mia mio Baby Grand è rimasta sempre con me.

Oh, si dice che alla radio non si ascolta più questo tipo di musica,
che il malinconico blues è morto e sepolto.
Ma solo canzoni come queste, quelle suonate in blues,
sono sono capaci di mantenere vivi i ricordi.

Ora sono fuori dalla vita
pieno di cicatrici per i dolori che ho vissuto.
Sono solo a casa mia e mi sento stanco
E nelle mie ossa provo il dolore
della vita che passa

Ma la mia Baby Grand è tornata a casa con me
e ogni volta che ricomincio a suonare penso
che la mia Baby Grand è l’unica cosa buona
che ho avuto dalla vita.


Ecco il famoso duetto Joel/Charles. Da non perdere!

Come potete notare nel testo spesso si usa il Lei per indicare il pianoforte, quasi si parlasse di una donna e non di uno strumento musicale. Un abbinamento dolcissimo e inusuale che divenne un’icona del modo di sentire dei musicisti della nuova era e che per un po’ concesse dolcezza ai nascenti anni ’90.

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Per ora ecco un breve promo.


Ti aspetto!

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