See you later, alligator: non sono solo canzonette!

See you later alligator

Da sempre considerata una semplice ” canzonetta” in realtà questo famoso brano ha una storia strana e particolare.
Il suo autore, Robert Charles Guidry , era una cantautore della Louisiana pressocchè sconosciuto, amante del blues e dello swamp, che aveva iniziato a calcare le scene a 13 anni benchè non sapesse scrivere o leggere la musica e neppure suonare uno strumento.

Figlio di un camionista il ragazzo non poteva pagarsi lezioni di musica e fidava completamente nella sua creatività e nel profondo amore per la black music, in particolare Kajun e i nuovi suoni del rock’n roll. Aveva un gruppetto con cui si esibiva per strada e, come tutti i ragazzi della sua età, sperava di fare successo; aveva ormai bussato alle porte di tante case discografiche, ma nessuna sembrava interessata ad un ragazzo bianco con la voce di un nero che portava un genere assolutamente di nicchia e che per giunta nella mentalità Americana degli anni ’50 era associato agli artisti Afro-Americani.

Bobby Charles, 1956

Ecco l’artista nella sua immagine classica del 1956. Ricciolo gelatinato, camicia folk e rimmel evidente era la perfetta copia del suo idolo, Bill Haley, di cui da giovane ricalcava esattamente il look.

Siamo in pieno apartheid e la separazione tra bianco e nero era una realtà conclamata che si faceva sentire anche e soprattutto nella musica; benchè molti bianchi apprezzassero il blues, tuttavia i concerti, le case discografiche e il pubblico erano spaccati a metà e non di rado le esibizioni di Afro-Americani erano prese di mira da esagitati gruppi razzisti che approfittavano dell’evento per scaricare la propria stupida aggressività nascondendosi dietro la bandiera.
Il periodo era caldissimo e il rock alle porte: i media e le Chiese tuonavano contro le nuove generazioni che ” andavano dritte verso il degrado” e aborrivano i nuovi suoni che- orrore!- mescolavano le razze. Ai ragazzotti in giubbottone di pelle e ricciolo gelatinato che scorrazzavano sul bolide del papà in piena sintonia con gli ideali Americani di Patria e famiglia , facevano da controcanto masse di ragazzi arrabbiati e sporchi, che andavano in giro a piedi nudi e vivevano per le strade denunciando a voce alta la miopia e l’anacronismo della società del tempo.
Tuttavia, quando Robert scrisse la canzone non pensava minimamente a tutto questo; come succede spesso nel mondo dell’Arte il brano era venuto fuori praticamente da solo, sulla base di uno ” slang ” scherzoso tra lui e gli altri componenti del gruppo. Si era soliti salutarsi con un ” Ciao alligatore!” e ” Ci vediamo dopo, coccodrillo!”, un po’ come noi oggi diremmo ” Ehi ciao pancione!” – ” A più tardi grassone!”
Oggi suona banale e ripetitivo ma nel 1955 in America questo modalità nel saluto era assolutamente nuova, inconsueta e ..deprecata da genitori e Insegnanti, da sempre attaccati alla forma e alle tradizioni. UN saluto del genere, in ambiente scolastico, avrebbe spedito dritto dritto il ” colpevole ” in Direzione e probabilmente avrebbe dato seguito ad una sospensione. Anche se innocente lo slang era visto come forma di comunicazione tra band; utilizzarlo comunemente equivaleva a ” uscire dagli schemi ” e forse essere emarginato dai propri coetanei. Ma quando Robert decise di farne la colonna portante della sua nuova canzone gli sembrò assolutamente giusto, musicale e per niente tendenzioso. L’utilizzo del rhytm’n blues e di una serie di assonanze prese in prestito da un brano del bluesman Guitar Slim ( Later for you, baby ) dell’anno prima erano per Robert delle audaci chiavi interpretative, che avrebbero potuto portarlo al successo.

Happy days, 1976

Chi non conosce la serie televisiva Happy Days? Benchè realizzata sul finire degli anni ’70 ricalcava perfettamente look e atmosfere dei meravigliosi anni ’50 Americani. In questa immagine il confronto generazionale: da un lato il tipico bravo ragazzo dai sani principi (Ricky Cunningham) e dall’altra la figura rockabilly e moderna del l’impetuoso Fonzie. In tale confronto è racchiusa tutta la magia di quegli anni.

L’artista non sbagliava: tuttavia nessuna delle Case Discografiche contattate si dimostrò interessata al brano. Anzi molte lo giudicarono ” inadatto ” per le tenere orecchie del pubblico femminile. Ma Guidry non era tipo da mollare la presa; profondamente convinto della modernità della sua canzone riuscì infine, per vie traverse, a contattare Leonard Chess , proprietario della Chess Records insieme al fratello Phil. L’etichetta era specializzata nel genere blues e rhytm’n blues e si trovava a Chicago, quindi troppo lontana da raggiungere per le ridotte possibilità economiche di Robert, e d’altra parte Leonard non faceva alcun affare se non di persona.
Non si trattò di un incontro canonico: il Produttore era impegnatissimo nella ricerca di nuovi nomi e musicalità all’avanguardia per mantenersi sulla cresta dell’onda. La Chess Records aveva battezzato Artisti di fama internazionale come Etta James, Bo Diddley, Howlin’ Wolf e Muddy Waters ma in quel periodo era un po’ in crisi commerciale e si accingeva a risalire la china lanciando un personaggio come Little Richard.
Leonard fu quindi contattato per telefono grazie all’aiuto di un amico comune, che fece da tramite. Sbuffando Il Produttore concesse all’artista pochi minuti.
” Ok, mi faccia sentire la registrazione” – Ma Robert , squattrinato com’era,non l’aveva. ” Va bene, allora me la suoni! ” – insistette il Produttore. Sudando freddo e non sapendo suonare alcuno strumento Guidry si propose di cantargliela. ” Faccia come vuole ma si sbrighi! ” – tuonò Chess dall’altro capo della cornetta.
Malgrado un inizio non proprio favorevole il brano piacque e, com’era solito fare, Leonard accettò di produrlo senza chiedere altro.. In quattro e quattr’otto inviò a Robert il contratto da firmare e quando tutto fu a posto si fissò la data per la registrazione in studio.
Fiutando la possibile hit aveva accettato anche la pretesa dell’artista di coinvolgere i musicisti del suo gruppo, rifiutando invece quelli messi a disposizione dalla Chess. D’altra parte Leonard non aveva mai sbagliato un colpo ed era famoso per la sua eccezionale capacità di talent scout. Quando quindi Guidry si presentò in ufficio nel novembre 1955 per poco al produttore non venne un colpo.
” Ma… sei bianco! ” – esclamò ruggendo e, mollato Robert e i suoi nel bel mezzo della stanza, andò a consultarsi col fratello.
Il fatto che Robert non fosse di colore era proprio un bel guaio! La campagna pubblicitaria che doveva accompagnare l’uscita del single prevedeva anche una bella tourneè in giro per l’America insieme ad artisti come..Chuck Berry e ,appunto, Little Richard. D’altronde era un fatto risaputo che l’etichetta producesse black music e che si rivolgesse ad un pubblico misto per le vendite ma di colore per i concerti! Gli scontri etnici da ambo le parti erano quindi molto probabili. A ingarbugliare ancora di più la matassa c’era il fatto che il brano , chiamato inizialmente ” Later Alligator “, era dichiaratamente un rhytm’n blues, quindi malvisto dalla comunità religiosa nera che lo considerava ” genere musicale eretico”, data la sua mescolanza col Gospel. Proporlo, per di più in bocca ad un bianco, equivaleva ad un doppio schiaffo per il pubblico Afro-Americano.
Il problema era di difficile soluzione e la Chess Records lo arginò a suo modo: per prima cosa ” adattò ” il nome dell’artista cambiandolo in Bobby Charles ( cosa che faceva MOLTO NERO), dall’altra provò a ” nasconderlo ” tra gli altri artisti del tour facendo passare il lancio del disco quasi in sordina. Inutile dire che gli scontri ci furono lo stesso e che più volte Robert fu strappato dalle mani di un pubblico esagitato grazie all’intervento..dei suoi colleghi artisti. Chiaramente il brano non ebbe il meritato riscontro e non decollò. Per la Chess fu un brutto smacco che Leonard non si perdonò mai.

Leonard Chess

Figura leggendaria e proprietario insieme al fratello Phil della etichetta omonima, Leonard Chess fu il primo produttore dell’electric blues che avrebbe segnato un’intera epoca. Grande talent scout gli bastavano pochi secondi per “pesare” un artista. Ebbe il merito di produrre talenti straordinari come Etta james, Little Richard, Muddy Waters e molti altri.

Tuttavia il brano, orecchiabile e convincente, attrasse l’attenzione di uno dei gruppi più famosi del momento, e cioè Bill Haley and the Comets che proprio qualche tempo prima avevano scalato le hit Americane con ” Shake, Rattle and Roll “. Il gruppo lavorava per la Decca e Haley aveva stretto rapporti di amicizia col produttore Mil Gabler, al punto che i due andavano a pesca insieme. Il brano non era famoso e fu quasi per caso che i due lo ascoltassero per radio, nel dicembre del 1955. Fu amore a primo ascolto: il fatto che il single fosse risultato un flop rendeva la cosa ancora più appetibile. Haley immaginò da subito il brano nella sua proiezione futura, cioè in versione rock’n roll, e con un taglio leggero adatto ai teenager.
” Dobbiamo farlo noi, prima che ci pensi qualcun altro! ” disse a Gabler, costringendolo a farsi mandare subito l’autorizzazione dell’autore e della Chess .
La documentazione e gli spartiti arrivarono durante le festività di Natale e per di più il venerdì sera, a studio chiuso.
Per accontentare il fremente Haley, che voleva registrare SUBITO la nuova versione, Gabler fu costretto a..introdursi furtivamente nel suo ufficio e a scassinare il vetro della sua stessa porta, come poi confesserà alla polizia, che era stata chiamata di corsa dalla segretaria il lunedì mattina, temendo che ci fosse stato un tentativo di rapina.
La versione riveduta e corretta della canzone, che aveva subito modifiche importanti nel testo e nella struttura musicale, fu pubblicata il 1 febbraio del 1956 ma già il 14 gennaio la Billboard l’aveva annunciata come probabile aspirante alle vette delle classifiche. Il disco vendette nel primo mese un milione di copie e non fu solo un grande successo commerciale: il suo stile moderno e leggero, lo slang in jive- style e l’intro in falsetto ( coniato dal chitarrista di Haley, Franny Beecher) segnarono un’epoca.

La copertina del  single di Haley che conteneva la famosa canzone. Fu il terzo e ultimo grande  successo del gruppo dopo Rock around the clock e Shake, rattle and roll  e vendette più di un milione di copie.

La copertina del single di Haley che conteneva la famosa canzone. Fu il terzo e ultimo grande successo del gruppo dopo Rock around the clock e Shake, rattle and roll e vendette più di un milione di copie.

Per meglio godere del suo successo ,infatti, ( e aumentare le vendite) al disco seguì un fortunatissimo film ” Rock around the clock”, uno di quegli espedienti cinematografici nati al solo scopo di promuovere l’immagine degli artisti e vendere l’LP ( e che noi in Italia avremmo poi copiato con i Musicarelli). Ma disco e film penetrarono così profondamente nella compagine sociale, probabilmente pronta ad un salto evolutivo, da modificare il lessico giovanile e abbattere parecchie di quelle tradizioni formali che ormai puzzavano di vecchio. Il tormentone ” See you later, alligator – After while ,crocodile ” si diffuse in un lampo tra i pargoli delle nuove generazioni, infiammati anche dalle coinvolgenti sonorità dance del rock’n roll e dalla possibilità. finalmente, di abbandonare i balli
” da tappezzeria “. I Nuovi Coccodrilli divennero di moda, e così’ lo sculettamento alla Bill Haley e i gridolini estasiati su testi divertenti e quasi inesistenti. La Critica e la Stampa bocciarono impietosamente la nuova tendenza, che minava alle fondamenta la sana società Americana, con i suoi alunni disciplinati a scuola e le timide fanciulle a casa. E’ del Time Magazine un articoletto del febbraio 1956 che descrive il gergo del rock’n roll come ” un ritorno all’era primitiva, con le sue grida insulse ai limiti dell’idiozia”.
Tuttavia la moda andò avanti e si allargò a macchia d’olio: agli inizi di marzo il Los Angeles Time pubblicò una storia , ” Do kids speak English ” dove per la prima volta appare lo slang ” See you later, alligator” e solo pochi mesi dopo l’Armour Hot Dogs, una delle più famose catene di fast food dell’epoca, basò una delle sue campagne pubblicitarie proprio sulla famosa canzone.

Armour hot dogs

Ecco un manifestino pubblicitario della Armour hot dogs dell’epoca. La catena di fast food si fece anche promotrice e sponsor di alcuni concerti della band di Bill Haley

Il brano, benchè mooolto leggero, è godibilissimo. Ecco il testo:

Well, I saw my baby walkin’
With another man today
Well, I saw my baby walkin’
With another man today
When I asked her what’s the matter
This is what I heard her say
See you later alligator
After ‘while crocodile
See you later alligator
After ‘while crocodile
Can’t you see you’re in my way now
Don’t you know you cramp my style
When I thought of what she told me
Nearly made me lose my head
When I thought of what she told me
Nearly made me lose my head
But the next time that I saw her
Reminded her of what she said
See you later alligator
After ‘while crocodile
See you later alligator
After ‘while crocodile
Can’t you see you’re in my way now
Don’t you know you cramp my style
[Instrumental Interlude]
She said, I’m sorry pretty baby
You know my love is just for you
She said, I’m sorry pretty baby
You know my love is just for you
Won’t you say that you’ll forgive me
And say your love for me is true
I said wait a minute ‘gator
I know you meant it just for play
I said wait a minute ‘gator
I know you meant it just for play
Don’t you know you really hurt me
And this is what I have to say
See you later alligator
After ‘while crocodile
See you later alligator
So long, that’s all, goodbye

patriziabarrera.com

CI VEDIAMO DOPO, COCCODRILLO!

Bene, ho visto la mia baby camminare con un’altro ragazzo oggi
Bene, ho visto la mia baby camminare con un’altro ragazzo oggi
Quando le ho chiesto cosa stesse facendo
ecco cosa mi ha risposto!

“Ci vediamo dopo alligatore, ci vediamo tra un po’ coccodrillo
Ci vediamo dopo alligatore, ci vediamo tra un po’ coccodrillo
Non vedi che mi stai ostruendo la strada?
Non lo capisci che mi stai opprimendo?”

Quando ho ripensato a quello che mi ha detto stavo per perdere le staffe!
Quando ho ripensato a quello che mi ha detto stavo per perdere le staffe!
Poi ,quando ci siamo visti,
Le ho rinfacciato quello che mi aveva detto

“Ci vediamo dopo alligatore, ci vediamo tra un po’ coccodrillo!
Ci vediamo dopo alligatore, ci vediamo tra un po’ coccodrillo!
Non vedi che mi stai ostruendo la strada?
Non lo capisci che mi stai opprimendo?”

Allora lei mi ha detto “Mi dispiace tesorino, tu lo sai che amo solo te.
Allora lei mi ha detto “Mi dispiace tesorino, tu lo sai che amo solo te.
Non mi dirai che basta così poco per dimenticarmi!
E poi dici che il tuo amore è profondo!”

Allora le ho risposto: ” Aspetta un attimo , alligatore!
Ho capito che stai a giocare con me.
Allora le ho risposto: ” Aspetta un attimo , alligatore!
Ho capito che stai a giocare con me.
Non lo capisci che mi hai davvero ferito?”
E questo è quanto avevo da dire.

Ci vediamo dopo alligatore, ci vediamo tra un po’ coccodrillo
Ci vediamo dopo alligatore, ci vediamo tra un po’ coccodrillo
Non vedi che mi stai ostruendo la strada?
Non lo capisci che mi stai opprimendo?
Stammi bene, a mai più , addio!”

Billy Haley

Ecco una classica immagine di Billy Haley con il suo, copiatissimo, ricciolo a banana. Si dice che il suo look avesse ispirato Elvis Presley.

Come vedete si tratta di una scaramuccia tra ragazzi, una situazione comune tra teenager che si affacciano timidamente alle prime avventure amorose , in una canzone disegnata con mano leggera ma che ebbe il pregio di ridefinire i contorni di una generazione che non aveva parole per esprimersi così semplicemente.
Tante le cover, a dimostrazione dell’impatto fortissimo che il brano produsse sull’America dell’epoca. Da Jimmy Page ( altra icona giovanile) nel 1964, alle bellissime interpretazioni dei Dreamers e dei Drifters alla fortunata versione Spagnola dei Parchis ” Hasta luego, coccodrilo” la canzone non ha mai smesso di coinvolgere i ragazzi di ogni età. Ri-registrata più volte sia da Haley che dallo stesso Charles ” See you later, alligator è sbarcata infine a Broadway nel 2010 con la bellissima commedia ” Million dollar quartet” che vi consiglio di cercare su youtube perchè davvero stracolma di brani eccezionali.

E Bobby Charles, che fine fece?
Non ebbe vita felice. Dopo aver inutilmente cercato il successo con la Chess fino al 1958 alla fine mollò l’etichetta, che sembra lo truffasse sulle royalties e aveva attribuite molte delle sue canzoni a cantautori più famosi. Con il gruzzoletto accumulato dalla vendita di “See you later, alligator” comprò una bella casetta ad Abberville, in Louisiana , che finì bruciata per un impianto elettrico difettoso. Ne comprò un’altra, ma l’uragano Rita gliela distrusse nel 2005 . Scrisse molte belle canzoni, come ” Walking to New Orleans” per Fat Domino, oppure ” The last waltz” portato al successo da Joe Cocker e molte altre per Neil Young e Willie Nelson..ma rimase sconosciuto al grande pubblico. Dopo aver vissuto in fatiscenti baracche ed aver cercato più volte di risalire la china morì di cancro nel 2010.


Ecco i favolosi Bill Haley and the Comets nel 1956.

Questa è la storia della canzone che regalo a tutti voi e che potrete scaricare GRATUITAMENTE dal mio sito.
Questa che vedete sotto è la mia versione, ma non si discosta troppo dalla cover di Haley che trovo sicuramente strepitosa. E’ un tributo doveroso a un’icona dell’America ’50 e a un grande e sfortunato autore che andrebbe sicuramente rivalutato.


Buon ascolto!

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