Have you ever seen the rain? Uno struggente ADDIO.

Have you ever seen the rain?

E’ uno dei brani più malinconici ed emblematici dei
Creedence Clearwater Revival spesso malamente interpretato dai media e dalla critica come una velata protesta nei confronti della Guerra del Vietnam e canzone di appoggio ai numerosi Movimenti pacifisti dell’epoca.
In realtà non fu affatto così: come sottolineato dallo stesso John Fogerty nelle sue ultime interviste e spesso rilevato anche dal suo sito ufficiale, il brano nasce dalla triste considerazione della fine della Band che nel 1970, al culmine della sua popolarità, era minata all’interno da aspri contrasti. Colonna portante del loro ultimo album insieme, ” Pendolum “, Have you ever seen the rain? ” è l’espressione più pura del cantautorato di Fogerty, e racchiude nel testo l’amara consapevolezza di un bel periodo che sta per finire malgrado la sua accorata speranza che ciò non accada. Dopo la pubblicazione dell’album, infatti, e l’allontanamento dal gruppo del fratello Tom , Fogerty sembrò perdere la sua creatività e auspicare la rottura definitiva della band.

Creedence Clearwater Revival

Ecco la band al completo nel 1970. Da sinistra: Tom Fogerty, Stu Cook e Doug Clifford. In basso John Fogerty, ” Sunny Day “
( Raggio di Sole)

Fu un vero peccato. Amici dal liceo e forse emblema vivente di quel di Woodstock e dell’atmosfera avida di cambiamento storico i quattro musicisti aprirono dichiaratamente le porte all’epoca del rock, operando un’indolore passaggio dal blues e dal rock’n roll secondo modalità nuove eall’epoca pionieristiche. Tra i gruppi proto-rock del periodo fine ’60 inizi ’70 forse fu il migliore. Mia opinione personale e che si presta sicuramente a critiche.
Spesso infatti si è insinuato che i Creedence lavorassero esclusivamente sulle cover di vent’anni prima e che, tranne che per l’album Pendolo, in realtà non portassero nulla di nuovo. E’ indubbio che la band risentisse dell’influenza di Bo Diddley e di Chuck Berry nell’epoca d’oro del blues elettrico, artisti da cui gli stessi Clapton e Rolling Stones non poterono prescindere. Tuttavia cià che distingue i Creedence è ” il modo di suonare le cover” che non è paragonabile a quello di nessun altro “prima ” o ” durante ” il loro perido di auge e che non fu neanche ” scopiazzato ” in seguito , vista la difficoltà ritimica reale che si autoimponevano unita ad una timbrica vocale ruvida e di sicuro effetto. Rispetto agli insigni colleghi del periodo
( I Jefferson Airplane, i Doors, i Beach Boys solo per dirne alcuni) i Creedence rimangono nell’atmosfera del Blues Folk a cui concedono giusto un assaggio di quel rock che era nell’aria, e che interpretano NON come rimescolanza di stili bensì come “reinterpretazione” di una nostalgia musicale che ancora permeava l’America. Da qui l’appellativo REVIVAL del nome,che suggerisce la giusta interpretazione della loro musica.

Creedence Clearwater logo

Ecco il famoso logo dei Creedence. Molto ispirato all’iconografia classica dei Beatles, si dice.

I quattro artisti ( John Fogerty alla voce e chitarra solista, il fratello Tom alla chitarra ritmica, Stu Cook al basso e Doug Clifford alla batteria) sfornano ben 5 album in tre anni che siglano un successo apparentemente anacronistico vista la nascita della rivoluzione psichedelica e di tutti quegli eccessi che condurranno gli anni ’70 all’hard rock e al metal. La loro musica è un mix di Blues-Rock e Folk difficile da etichettare e che proprio per questo incarna alla perfezione l’anima del rock.
Have you ever seen the rain? è il brano che più di ogni altro apre il gruppo ( che stava per defungere) al pop-country e che getta un’ombra malinconica sul precedente brano ” Who’ll stop the rain” di 2 anni prima. Ecco il testo:

Someone told me long ago
There’s a calm before the storm,
I know; it’s been comin’ for some time.
When it’s over, so they say,
It’ll rain a sunny day,
I know; shinin’ down like water.

[Chorus:]
I want to know, have you ever seen the rain?
I want to know, have you ever seen the rain
Comin’ down on a sunny day?

Yesterday, and days before,
Sun is cold and rain is hard,
I know; been that way for all my time.
‘Til forever, on it goes
Through the circle, fast and slow,
I know; it can’t stop, I wonder.

Ascolta la mia musica e se puoi acquista una delle mie canzoni.

Patrizia Barrera

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BASTA UN DOLLARO!

HAI MAI VISTO LA PIOGGIA?

Qualcuno mi ha detto tempo fa che
c’è la calma prima della tempesta,
Lo so; è andata così varie volte.
Dicono anche che quando smette di piovere,
tornerà a splendere il sole.
Lo so; brillerà come acqua.

[Chorus:]
Voglio sapere, hai mai visto la pioggia?
Voglio sapere, hai mai visto la pioggia
cadere in una giornata di sole?

Ieri, e anche qualche giorno prima.
il sole era freddo e la pioggia incessante
Lo so; è stato così per tutta la mia vita..
E sarà sempre così come in un circolo continuo,
a volte velocemente a volte lentamente.
Lo so; mi chiedo se tutto ciò possa mai avere fine.

Have you ever seen the rain

Ecco la copertina del single del 1972. L’immagine è psichedelica e sembra gridare la fine del gruppo, con immagini sfocate e velate di rosso che turbano un po’. Fu l’ultimo disco dei Creedence. Il loro sesto album ” MARDI GRAS ” scritto un po’ da tutti non li rappresenta affatto e, se si può, danneggia la stessa band.

Il brano è suggestivo e cosparso di tocchi ritmici che danno l’idea della pioggia incessante soprattutto nella pausa strumentale. Originariamente inziava con un tipico ronzio accentuato dall’entrare in scena degli strumenti, mentre la lunga dissolvenza di ben mezzo minuto sembra confermare l’immagine della pioggia che non smette e che arriva emotivamente all’ascoltatore.
E’ il brano più rappresentativo di Fogerty come individuo e non come autore del gruppo: musicalmente prende spunto dalla famosa
” Green Onions ” di Booker T. Jones, rappresentato particolarmente nell’ombreggiatura di tastiera scritta a quattro mani con Stu Cook. Lato B di un single che presenta anche il brano ” Hey tonight ” sembra un tiepido tentativo di confortare il gruppo sul futuro della band, anche se lo stesso autore nel corso degli anni fornisce interpretazioni discordanti, a volte animate da un sostanzioso ottimismo a volte ridondanti di nostalgia. La più attendibile sembra quella intima e personale fornita dallo stesso Fogerty che afferma
” che il brano era un po’ dedicato a me stesso e alla mia vita”. Non a caso il ripetersi delle parole ” Sunny Day “, che era il nomignolo affettuoso con cui la band lo appellava nei tempi d’oro del successo.
Molte le cover famose: da Bonnie Taylor che ne fa un brano campione d’incassi nel 1983 a Boney M. ai REM che aprironocon questo brano un fortunato concerto in cui…pioveva a dirotto! Strafamosa la cover di Rod Stewart nel 2006 racchiusa nell’album
” Great Rock Classic of our time”. (appunto!)
Fogerty stesso l’ha poi ri-registrata con accenti ” dannatamente old ” nel 2005 in un live al Teatro Wiltern di Los Angeles. e racchiusa poi nell’album ,che è quasi un testamento , dal nome indicativo
” The Long Road Home “. Da ascoltare!


Ecco il brano originale contenuto nell’album PENDULUM.


E questa è la mia interpretazione in una cover che OFFRO GRATUITAMENTE a tutti coloro che mi seguono. SCARICALA ANCHE TU!

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