Blue Moon, la vera storia della canzone.

Blue Moon

Partorita dalla creatività di Richard Rodgers e Lorenz Hart, la canzone ha una storia abbastanza complessa.
I due autori lavoravano per la MGM da un mese quando, nel 1933, gli fu commissionato di scrivere una canzone per il film HOLLYWOOD PARTY, che aveva come protagonista la biondissima JEAN HARLOW. e che probabilmente sarebbe stato il film portante per un nuovo cartone della Disney. In origine si sarebbe trattato di un film strappalacrime, in cui l’attrice avrebbe dovuto impersonare una ragazzina di campagna che sognava, come poi sarebbe accaduto, di diventare una Star. Hart quindi iniziò la stesura del testo che più o meno recitava così:

“Oh Lord,
If you ain’t busy up there,
I ask for help with a prayer
So please don’t give me the air”

“Oh Signore,
Se non sei indaffarato lassù,
ascolta la mia preghiera
Quindi, per favore ,non mi scacciare.”

I due autori si dettero molto da fare e quindi, nel giro di due mesi, oltre alla bellissima musica di Rodgers che doveva accompagnare il testo summenzionato e che in origine era pensata come una ballad blues molto suggestiva, avevano scritto ben 12 canzoni che però non furono mai utilizzate per il film. Per motivi tecnici la produzione cambiò parecchi dei suoi esponenti , al punto che il famoso film destinato a diventare la colonna sonora dei prossimi 30 anni retrocesse a filmetto allegro di serie B, con protagonisti ” Stanlio e Onlio ” ( Stan Laurell e Oliver Hardy).
La musica tuttavia era bellissima e quindi la MGM pensò di utilizzarla per un nuovo film che doveva chiamarsi MANHATTAN, un melodrammone sulla vita di un mezzo gangster che poi sarebbe stato ucciso sulle note di questa struggente ballata.
Hart quindi scrisse un secondo testo per la canzone, la cui parte saliente dice:

“Act one:
You gulp your coffee and run
Into the subway you crowd
Don’t breathe-it isn’t allowed”

“Atto primo:
hai ingollato un sorso di caffè e subito sei corso
Nella metropolitana piena di folla
Non respirare-non è permesso ”

Frasi che ben si modellano sull’evento tragico del protagonista che viene freddato, dopo una corsa allucinante, in piena Chicago.

Rodgers/ Hart  Blue Moon

Ecco Rodgers e Hart nel 1935.

La canzone avrebbe dovuto intitolarsi più o meno ” Questo sporco gioco “, ma anche questa volta l’abbinamento parole – musica non convinse i produttori, che la scartarono clamorosamente.
Fu quindi chiesto al paroliere di scrivere un nuovo testo, il cui senso fu questo:

“Oh lord,
What is the matter with me?
I’m just permitted to see
the bad in every man”

“Oh Signore,
Qual è il problema che hai con me?
A me è stato solo concesso
di vedere il male che è in ogni uomo.”

La nuova canzone fu infatti chiamata ” The bad in every man ” e finalmente assegnata a Shirley Ross, nel film interpretato da Clarck Gable e William Powell e che in effetti non fu un gran successo.


Ecco la versione di Shirley Ross nel film Manhattan Melodrama, 1934.

Ma la storia si ingarbuglia ancora di più. Jack Robbins, il produttore capo della MGM, considera la canzone così com’è un po’ ” buttata “. A lui piace ed è convinto che, se Hart si fosse deciso a conferirle un tocco più commerciale, avrebbe potuto finalmente darle il giusto rilievo. Tuttavia senso e titolo dovevano mutare radicalmente; e qui Rodgers comincia a tirar calci.
Costui infatti aveva l’anima di un poeta e mal si adattava alle ciniche leggi di Hollywood. La sua avventura per la MGM era iniziata già nel ’29, trascinato per le orecchie da Hart di cui era intimo amico. Ma, mentre costui si era perfettamente inserito nella bella vita Hollywoodiana concedendosi donne, bagordi e alcool tra una canzone e l’altra Rodgers, sposatissimo, si immusoniva per i fatti suoi criticando aspramente il cinismo delle case discografiche, che sfornavano dischi commerciali solo allo scopo di vendere. Tuttavia la quarta versione della canzone fu scritta, col titolo sognante di Blue Moon.
Questo è il testo:

Blue Moon
You saw me standing alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own
Blue Moon
You know just what I was there for
You heard me saying a prayer for
Someone I really could care for

And then there suddenly appeared before me
The only one my arms will hold
I heard somebody whisper please adore me
And when I looked to the Moon it turned to gold

Blue Moon
Now I’m no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own

And then there suddenly appeared before me
The only one my arms will ever hold
I heard somebody whisper please adore me
And when I looked the Moon had turned to gold

Blue moon
Now I’m no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own

Blue moon
Now I’m no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love on my own.

Luna blu
mi hai visto qui, in piedi in attesa,
senza un sogno nel mio cuore
senza un amore tra le dita.

Luna Blu
tu lo sapevi perchè ero lì,
mi hai sentito elevare la preghiera
di trovare una persona da amare.

E poi apparve lei improvvisamente davanti a me,
l’unica che le mie braccia avrebbero stretto,
ho sentito una voce sussurrare “Ti prego, amami”.”
e quando ho guardato,
la luna si era trasformato in oro.

Luna Blu
ora non sono più solo
senza un sogno nel mio cuore
senza un amore tutto mio.


Questa invece è la versione di Sinatra per il film Fallout: New Vegas OST del 1947.

Insomma, un testo romantico che esprime una situazione quasi miracolosa, un sogno d’amore che improvvisamente e come per magia si avvera. E questo è il senso dell’ammiccante titolo imposto; la luna blu è infatti un evento naturale, cioè una quarta luna piena in un mese, ma abbastanza raro perchè si manifesta una volta ogni tre anni. Robbins quindi la sapeva lunga quando pensò di dedicarla ad un pubblico di ragazzine romantiche, e che poi erano le stesse che piangevano davanti ai film della MGM. La canzone diventò quindi colonna sonora dello spettacolo radiofonico ” Hollywood Hotel ” ma, probabilmente per dispetto nei confronti del bizzoso Hart con cui aveva litigato, fu presentata come brano strumentale.
La prima a cantarla integralmente fu Connie Boswell.nel 1935. Non fece il boom sperato ma strizzò l’occhio a moltissime orchestre che la rielaborarono in una versione più jazz – swing, molto di moda.
Innumerevoli le versioni ” celebri: da Ella Fitzgerald a Billie Holiday a Frank Sinatra la canzone fece davvero il giro del mondo vendendo circa un milione di copie. I due autori però si arricchirono.. con la vendita degli spartiti , che andarono molto più a ruba del disco: evidentemente il brano solleticava già da subito le menti creative, poichè le versioni ” personalizzate ” si sprecano. Se ne riconoscono alcune veramente interessanti, come quella di Benny Goodman, Julie London ( che si beccò un bel settimo posto in Sud Africa), Elvis Presley e quella dell’orchestra di Billy Eckstine che nel 1946 vendette da sola un altro milione di copie, e l’anno dopo la sua versione riprodotta dall’orchestra di Hugo Winterhalter per la MGM fece il bis.


Ecco la versione Eckstine da …un milione di copie! 1946.

Divenuta famosa ritroviamo Blue Moon anche nei film ” Parole e Musica ” (1948), ” Malaya ” ( 1949), ” East Side,West Side ” (1950), ” Una canzone nel mio cuore ” (1952) “Grease” ( 1978 ), “Un lupo mannaro americano a Londra” ( 1981) , “Biloxi Blues” ( 1988 ), “Selena” ( 1997) , “Notting Hill” ( 1999) e “A Single Man” (2009).

Tuttavia l’unica volta che la canzone si piazzò al primo post nelle hit fu nel 1961 con il gruppo Doo-Wop THE MARCELS, evento che irritò enormemente il nostro Rodgers, e per due motivi.
Innanzitutto perchè la canzone fu incisa dai Marcels ” per caso “. E’ noto che il gruppetto stava incidendo il suo primo disco di lancio quando si resero conto che
” gli mancava una canzone”. Tuttavia il lancio pubblicitario era avviato, la sala di registrazione e l’orchestra pagate, quindi bisognava trovare una soluzione in fretta. Fu così che quando uno dei membri del gruppo ipotizzò che forse Blue Moon, che si prestava a numerosi adattamenti, potesse andar bene il produttore Stu Philip senza perder tempo gli ordinò di insegnare la canzone al resto del gruppo, che non la conosceva.
Fu quindi ” imbastito” in un paio d’ore un brano in perfetto stile Woo-Dop, che fu quindi il secondo motivo per cui Rodgers si infuriò.
Il Doo-Woop era una tecnica vocale a metà strada tra rhytm’n blues e rock’n roll molto in voga alla fine degli anni ’50. In pratica il canto solista viene rafforzato da un coretto che ripropone un ritmo sincopato in cui mima anche il suono di strumenti musicali. Per essere un po’ più chiari, come i Platters prima maniera o i nostrani NERI PER CASO. Il brano esplose con tutta la sua carica di modernità e si piazzò al primo posto nella Bilboard Hit dell’anno, permettendo inoltre a The Marcels di schizzare nell’Olimpo dei big. Tuttavia quel ” Bomp-Bomp- baba” e “dip-da-dip” con cui il gruppo introduce la canzone fece letteralmente drizzare i capelli sulla testa di Rodgers, che non solo la sconfessò pubblicamente ma anzi scrisse lettere aperte ai giornali invitando il pubblico A NON COMPRARLA!
L’espediente chiaramente fallì e l’America gradì la nuova versione di Blue Moon, che entrò anche nella Rock and Roll Hall of Fame.


Ed ecco la versione dei Marcels che tanto fece inorridire Rodgers ma che si beccò nel 1961 il suo bel DISCO d’ORO!

L’accoppiata Rodgers/ Hart sfornò altre belle canzoni divenute poi quasi tutte standard jazz; come ” Isn’t It Romantic?, My Romance, Little Girl Blue, There’s a Small Hotel, Where Or When, My Funny Valentine, The Lady Is a Tramp e Bewitched, Bothered and Bewildered. ”
Una meravigliosa creatività che purtroppo si interruppe improvvisamente nel 1943, per la prematura morte di Hart.

Ancora oggi per la critica la versione originale di Blue Moon dei due autori risulta essere ” la più mediocre tra le loro canzoni “.

Vi presento quindi il promo della MIA versione, un jazz- swing molto classico con l’arrangiamento originale di Glenn Miller.

Trovi la canzone completa nell’album LIFE is JAZZ. L’album è stato ampliato di due canzoni, Blue Moon e la famosissima Fever, senza variazioni di prezzo. E’ un omaggio per il pubblico che mi segue e anche, con molta sincerità, un invito ad ascoltare e acquistare gli album dal mio sito e non da iTunes & C.

Il motivo è molto semplice: come ogni artista che si dedica all’autoproduzione la mia massima aspirazione è ESSERE LIBERA.
Libera di produrre, di scrivere, di cantare e di proporre canzoni e musiche seguendo l’estro personale e i moti del cuore. Cosa che il monopolio delle Major e i negozi digitali come iTunes che, BADATE BENE, detiene il 75% delle vendite MONDIALI , non permettono.
Noi Artisti, SE VOGLIAMO VENDERE IN SIMILI CONTESTI, siamo OBBLIGATI a sfornare canzoni mediocri, a rinunciare alle cover,a seguire le LINEE GUIDA del mercato che da anni e VOLUTAMENTE sta diseducando il pubblico alla buona musica.
L’unica àncora di salvezza ( e chissà per quanto) sono i negozi digitali del tipo ” SELL DIRECTLY TO YOUR FAN “, dove il rapporto col pubblico è DIRETTO.e che rappresentano anche unico modo per un’Artista, di VERIFICARE E CONTROLLARE LE PROPRIE VENDITE e i PROPRI STREAMING.

Per questo prego tutti voi di condividere la mia musica e, se possibile, di acquistarla nel mio negozio digitale. IN alternativa TUTTA la mia produzione attualmente è anche su iTunes.

Buon Ascolto!

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2 thoughts on “Blue Moon, la vera storia della canzone.

  1. Brava. Complimenti per l’ autorevole ed illuminante articolo. Potresti fare un rubrica settimanale con storie di canzoni ( ma anche di brsani classici ) come questa. Saluti – Victorio Pezzolla.

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