La BAMBINA SUL FIUME e la violenza sulle donne.

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Una delle canzoni a cui sono maggiormente affezionata e che, malgrado sia a mio avviso una bella accoppiata tra melody e testo, NON riscuote l’interesse che merita. Iscritta a vari concorsi non e’ mai passata neanche alle prime selezioni. Con questo breve articolo voglio quindi proporla ad un pubblico intelligente e che,attratto dai blog ,probabilmente sa guardare tra le righe.
Scritta di getto,registrata in grande economia,nata in digitale con un unica solista REAL di chitarra, narra di un’esperienza in parte autobiografica ma che comunque appartiene tutta all’universo femminile.Spesso si fa molta retorica quando si parla di violenza sulle donne: in pratica solo chi e’ colpita direttamente puo’ esprimere davvero la crudezza di un’esperienza che ti segna per sempre. La maggior parte delle donne NON denuncia ma preferisce DIMENTICARE.Cio’ perche’ ci si scontra con un muro di indifferenza e anche di malevolenza,ricco di pregiudizi e luoghi comuni che nascono (ahime’!) proprio dalle donne,le peggiori carnefici delle oprie consorelle. Se vieni stuprata da ragazza in un modo o nell’altro si tende sempre ad ACCUSARE LA VITTIMA di immorali costumi che culminano in un ipocrita ” Se l’e’ cercata! ” Se invece e’ un pedofilo ad abusare di te chi ti e’ vicino come i tuoi genitori frequentemente NON se ne accorge o ,se ha dei dubbi, respinge il pensiero e ti lascia sola. Comunque sia Il ricordo di cio’ che si e’ subito rimane dentro di te e altera il normale scorrimento della vita.

Incassato tra le note di una ballata blues il testo scivola tra lo struggimento e la rabbia,per esprimere la crudezza di un’esistenza guastata ma che comunque si vive a testa alta. Alla fine del brano un doloroso assolo di chitarra elettrica che a me piace molto.

La BAMBINA SUL FIUME

Era un bel giorno d’estate,
giocavo da sola sul fiume,
la vita era rosea speranza per me.
Poi vidi quell’uomo lontano,
lui giunse e mi prese per mano.
Aveva una bambola e un fiore con se’.

E dopo quel giorno sul fiume
la vita,di colpo, fini’.
A 10 anni non sei cosi’ grande
ma credi alle favole e ai Re.
Ma nessuno mi fece Regina
o qualcuno mi chiese ” Cos’hai? ”
Del dolore io fui prigioniera
finche’ me ne andai.

Per la via incontrai un bel signore:
dalla macchina mi saluto’.
Avevo le scarpe gia’ rotte,
perche’ mi fermai….non lo so.
Mi chiese se avevo mangiato,
il vento rispose per me.
Credevo di avere trovato per caso il mio Re.

Dell’amore avevo bisogno!
Ma l’amore non l’ho visto mai.
Quel che ho fatto…io non mi vergogno,
non riesco a mentire lo sai!
La bambina e’ rimasta sul fiume;
qualche volta ricordo com’e’.
Quell’odore d’estate e di Luce e’ dentro di me…

Patrizia Barrera Copyright 2012 © All Rights Reserved.
Safe Creative
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Date Jul 19, 2012 10:54 AM UTC

Questo brano fa parte del mio album Giochi di Blues che potete trovare in ascolto gratuito e in vendita sul mio sito.
Se vi piace condividete o supportate la mia autoproduzione.

Grazie a tutti voi!

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